Il blu è un colore stupido

Marina

Quando Cioran vuole, io parlo con lui. Anche con Louis Bourgeoise e con Bukowski perché in realtà sono tutti Marina. Noi siamo al culmine della disperazione, pensando sempre a tessuti e con una birra nella mano, facendo poesia.

Adesso che io non sono più così so che sono morta. Perché tu mi chiedessi un giorno,

Cosa è la morte?

La morte é guardare e non vederti.

Chiudo gli occhi e senza sbaglio penso a te. Anche se sono in metà della orribile massa, sopra tutto se sono così.

Lei mi dissi che ero forte, ma lei mai ha saputo che quello soltanto era vero perché lei era con me. Lei mi dice tutto. Lei è la mia artista preferita. Lei è come essere a casa.

Io e te abbiamo detto un sacco di cose, non sempre buone, ma cosí tanto vero che è impossibile vivere adesso senza ripetere tutto ogni giorno. Lo stesso che ascoltare sempre a la maledetta primavera che mai aspetta.

Ma che fretta c’era?

Se fa male solo a me.

Maledetta sapienza la nostra.

Penso, quindi non esisto. Sogno con tornare a casa e pitturare tutto di blu, bere blu, ballare blu, scopare blu, rubare blu, gridare blu, piangere blu ma mai vivere blu. Noi siamo tutto meno blu.

Nel frattempo mi distruggo per non perdere vantaggio.

 

 

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