Sesso in campagna

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Ho preso un autobus. È pieno. Davanti anziani e turisti giapponesi, alcuni per paura di cadere, altri per timore di perdersi. Studenti dietro.
Non vedo niente senza occhiali e ho le vertigini, e la gente mi disturba. Avvicino la faccia alla finestra e me assento senza dissimulo. Distinguo Via Roma, San Lorenzo e la piazza. La salita che porta a casa tua e il nostro cammino. Si fermi qui, per favore!
Scendo.

Adesso faccio a piedi la strada che un giorno io e te abbiamo fatto nel Toyota di tuo padre.

* * *

– Baby, cosa vuoi per il tuo compleanno?
– Sesso in campagna.
La macchina è quasi spazzatura, ma mi piace così tanto che non importa. Guidi come un pazzo, perché dici che il motore così si fa forte. Penso che lo inventi, ma non dico niente perché preferisco guardare di traverso e sorridere.
Le tue gambe, il mio collo, le tue braccia forti, le mie mani dure. Le nostre clavicole, tutte le ginocchia. I miei nei, le tue cicatrici, il buco sotto la tua noce e la grassa sotto il mio ombelico. La mia schiena.
– Ai!
– Cosa hai?
– Una pietra nella mia schiena.
– Salvala, sarà il nostro segreto.

* * *

Vedo allontanarsi l’autobus, va come piegato che è quasi impossibile non vederlo.
La pietra la porto in tasca e posso toccarla con la mano sinistra. È ruvido e ha rughe, quasi quadrata. È volgare, griglia e nera, come le formiche del mio giardino. Non brilla e non sembra intera. È come se li mancasi un pezzo, come se i bordi non fossero mai stati lucidati.
È brutta, dice tu. Ti ho detto di stare zitto, per non ferire i suoi sentimenti. È il nostro segreto, non può essere brutta, ho risposto io. È il nostro sporco segreto, come noi, hai detto tu. Questo e un bacio di dado.
Come risultato della mia abitudine incrollabile di lasciare il mio corpo, inizio a parlarti con la testa. Siamo sulle rive del Eresma è fa freddo come l’inferno. Non ti ho mai detto che non mi piace la neve, e che sono diventata una professionale della bicicletta. Neanche che ho fatto il bagno di notte su una spiaggia di Malta, e ballato nuda su una piazza di Newcastle. Non ti ho raccontato che una volta ho baciato una ragazza, che ho viaggiato da Lione a Madrid in pullman e che la mia pizza preferita è con la panna. Oh! E che mi piace il formaggio sopra di tutto, ma questo si lo sai.
Non ti ho confesso che nella mia intimità che dà il buio oriento il mio letto a Portogallo e ordino la mia lista di desideri. Oppure che a volte faccio pazzie, mangio senza orario e dormo di giorno. Certo, che neanche ti ho detto che vado al letto con i ragazzi di capelli neri che faccio per non amare.
Ma adesso, in questo preciso istante, alle 11:05 del 29 settembre, voglio dire che io voterò la pietra tanto lontano come te ne sei andato.

Anuncios

Responder

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Cerrar sesión / Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Cerrar sesión / Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Cerrar sesión / Cambiar )

Google+ photo

Estás comentando usando tu cuenta de Google+. Cerrar sesión / Cambiar )

Conectando a %s